Due stelle armene nel cielo di Venezia

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Presentazione del libro “Affinità con i cieli notturni” nella Sala degli specchi di Palazzo Ca’ Zenobio, Venezia

Sono due le stelle che hanno illuminato Venezia  domenica 18 ottobre, dove si è svolta la presentazione in anteprima nazionale del romanzo “Affinità con i cieli notturni” (Nuova Dimensione, in libreria dal 29 ottobre). L’evento ha avuto luogo nell’elegante Sala degli specchi di Palazzo Ca’ Zenobio, ex Collegio Armeno Moorat Raphael, di proprietà della Congregazione Mechitarista dell’Isola di San Lazzaro degli Armeni. E non è un caso. E’ questo il luogo dove tante generazioni di armeni hanno studiato fino a pochi anni fa, compreso l’Ambasciatore d’Armenia in Italia, Sarghis Ghazaryan, che non potendo essere presente ha inviato una sentita lettera di saluti indirizzata alla famiglia di Setrak Tokatzian. Setrak e la moglie Marta sono stati, infatti, i promotori della pubblicazione del libro scritto dalla cugina Astrid Katcharyan e della sua presentazione in questa cornice fastosa nell’ambito della FAI Marathon della sezione FAI di Venezia dedicata ai luoghi armeni.

Paolo Navarro Dina, giornalista del Gazzettino ed io abbiamo avuto l’occasione di conversare con l’autrice, giunta apposta da Londra, dove vive. Non ci pareva vero di poterle chiedere le ragioni che l’hanno spinta a raccontare la vita della nonna Astra Sabondjan, il suo rapporto con lei e, soprattutto, perché abbia scelto di scrivere un romanzo e non una biografia. Domande che ci eravamo posti sin dalla prima volta che avevamo letto il testo che suo cugino Setrak Tokatzian intendeva far pubblicare. Prima di lasciare la parola ad Astrid, ho fatto notare che il nome dell’autrice (che in armeno sarebbe Astrigh) è il diminutivo di Astra, che significa stella, così che nonna e nipote condividono lo stesso nome. E gli astri tornano anche nell’immagine evocata dal titolo del libro “Affinità con i cieli notturni“, che rimanda ai momenti in cui la protagonista si rivolge al firmamento invocando il ricordo dell’amato marito, capace di infondergli forza ed energia nei momenti più difficili della sua vita. Mi è sembrato un bel modo di introdurla.

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Nadia Pasqual, Astrid Katcharyan, Paolo Navarro Dina

L’autrice ha incantato il pubblico raccontando come da bambina fosse totalmente affascinata dalla nonna Astra, la protagonista del suo libro: una donna forte, dalla personalità decisa, elegante e misteriosa. La nipote ne percepiva il passato tumultuoso e difficile, anche se la nonna non si lamentò mai, attiva e tutta dedicata alla famiglia com’era, né le raccontò le vicende che dall’Anatolia l’avevano portata prima a Smirne, poi ad Atene e infine a Venezia. Furono i racconti di sua figlia Adrinè, mamma dell’autrice, a svelarle la storia della nonna, che nel corso degli anni, mentre si arricchiva di sempre nuove vicende e dettagli, si trasformò nella storia di una famiglia intera. E’ a questo punto che emerge la loro tragedia famigliare, che è anche quella di tutti gli armeni che come loro vivevano nell’Impero Ottomano tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Nel libro si raccontano infatti le sopraffazioni e la violenza inflitte agli armeni dell’Anatolia, che costrinsero la famiglia di Astra a scappare da Erzurum per la più tranquilla Smirne. Nella città costiera Astra vivrà la sua gioventù, fino a quando nel 1915 cominciano gli eccidi su larga scala programmati dal governo dei Giovani Turchi per sterminare tutti gli armeni in Anatolia.

Durante la Prima Guerra Mondiale Astra e il marito, già perseguitato per la sua attività politica nel Dashnak, il Partito Rivoluzionario Armeno, si ritrovano in balia di quella immane tragedia che diverrà nota come Genocidio degli armeni. Mentre il marito rimane ucciso, Astra riesce a riparare ad Atene, dove arriva da profuga con i quattro figli. E qui riuscirà a rimettersi in piedi e perfino a prosperare, grazie alla sua forza di volontà e alle sue capacità di sarta, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Con lo scoppio del conflitto, Astra è di nuovo costretta a lasciare tutto e a cercare riparo in un luogo sicuro. Arriva infine a Venezia, dove i padri mechitaristi la aiutano a stabilirsi al Lido di Venezia con i quattro figli. Tra loro ci sono Apollo, il padre di Setrak Tokatzian, e Adrinè, la madre di Astrid Katcharyan. Qui la famiglia nel tempo si allarga, e i nipoti hanno modo di conoscere una nonna dal temperamento forte, capace di tenere unita la famiglia, che infonde loro un profondo senso della famiglia.

Quella che la nipote Astrid racconta nel suo libro “Affinità con i cieli notturni” è dunque la storia di una matriarca che con la sua forza e la sua personalità è un esempio raro di donna indomita, un’eroina armena che non si è fatta sopraffare dalle tragedie che hanno attraversato il Secolo breve. E’ questo un romanzo che ricostruisce le vicende di una donna straordinaria e della sua famiglia, ma al tempo stesso è la storia di un popolo intero: una storia vera e potente che non poteva stare nei confini ristretti di una biografia. Due stelle, Astrid Katcharyan e Astra Sabondjan, che grazie a questo racconto per una sera hanno brillato insieme nel cielo notturno di questa Venezia degli armeni.

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Setrak Tokatzian, Nadia Pasqual, Paolo Navarro Dina, Astrid Katchatryan, Marta Bevilacqua, Vittorio Anastasia

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