Armenia: memoria e identità di un popolo

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Venerdì 22 gennaio sarò a Treviso per partecipare all’incontro pubblico “Armenia. Memoria e identità di un popolo” insieme a Baykar Sivasliyan, dirigente politico della diaspora armena e docente di lingua armena all’Università degli Studi di Milano, con il quale parleremo degli elementi  storici, culturali e religiosi che hanno contribuito a formare l’identità del popolo armeno.

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Astra Sabondjan: la storia vera di una donna indomita

Affinità con i cieli notturni

Il nuovo romanzo ““Affinità con i cieli notturni”“, in corso di pubblicazione per i tipi di Nuova Dimensione con la prefazione di Antonia Arslan, verrà presentato in anteprima nazionale a Venezia domenica 18 ottobre 2015 alle ore 17.30, nel barocco Palazzo Ca’ Zenobio, ex sede del Collegio Armeno Moorat Raphael. Astra Sabondjan, la protagonista del libro, avrebbe apprezzato l’atmosfera elegante e raffinata della Sala degli Specchi, piena di riflessi, stucchi e affreschi. Continua a leggere

Sulle tracce armene a Venezia

San Lazzaro degli Armeni a Venezia

Isola di San Lazzaro degli Armeni a Venezia

Segnalo volentieri l’escursione “Sulle tracce armene a Venezia” che si svolgerà sabato 26 settembre 2015, che, con la presenza di una guida armeno-veneziana, condurrà i partecipanti alla scoperta dei tre più importanti luoghi della memoria armena a Venezia.

L’iniziativa è di Rossana Faggian, travel designer di TourAround, che organizza viaggi culturali in Italia e nel resto del mondo, con grande attenzione a tutti quei dettagli che possono far vivere un’esperienza di viaggio autentica e profonda. Tra le sue proposte figura anche il tour guidato in Armenia Tesori d’Armenia, e credo che non ci sia modo migliore di avvicinarsi alla civiltà armena se non con facendosi guidare alla ricerca delle tracce armene a Venezia. Continua a leggere

Armenity: il padiglione armeno alla Biennale di Venezia 2015

Armenity è il titolo del padiglione nazionale della Repubblica D’Armenia alla 56. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia 2015, collocato nel Monastero Mekhitarista sull’Isola di San Lazzaro degli Armeni nella laguna veneziana. Il padiglione curato da Adelina Cüberyan v. Fürstenberg, curatrice indipendente svizzera d’origine armena di fama internazionale, esperta nel campo dell’arte contemporanea e nota come una pioniere dell’approfondimento dell’approccio multiculturale dell’arte contemporanea, sarà aperto dal 6 maggio al 18 ottobre 2015.

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L’eclisse del popolo armeno su Radio3 il 24 aprile

Monastero di Haghartsin, Armenia - Foto di ©Nadia Pasqual

Monastero di Haghartsin, Armenia – Foto di ©Nadia Pasqual

Nella giornata in cui 100 anni fa cominciò il genocidio degli armeni, venerdì 24 aprile 2015 alle ore 21.00 sarà trasmesso su Radio Rai3 in diretta dalla Sala A di via Asiago a Roma “A 100 anni dal  Genocidio degli Armeni. L’eclisse“, un melologo di Sonya Orfalian con Maria Paiato, musiche dal vivo dell’Anahit Ensemble, Claudia Grimaz, soprano, Daniela Brussolo, flauto, Francesca Favit, violoncello e Paola Selva, chitarra.

L’Eclisse ripercorre, assieme alla storia degli Armeni e del loro olocausto, le intermittenze espressive di una tradizione antica e i miti di creazione del cosmo culturale armeno, componendo in un affresco comune la storia e la mitologia, la memoria e il sogno, il linguaggio della fiaba e quello della realtà più cruda. Continua a leggere

L’arte e la cultura armena a Lugano

Mostra Gli adoratori della croce. Elio Ciol. Fotografie. Armenia 2005 Lugano

In occasione dell’esposizione «Gli adoratori della croce. Elio Ciol. Fotografie. Armenia 2005», il Museo delle Culture di Lugano propone un ciclo di quattro conferenze, per avvicinare il pubblico alla ricchezza e al fascino dell’arte e della cultura armena, che avranno luogo in marzo, aprile e maggio con ingresso gratuito.

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Il centenario del genocidio armeno: gli eventi in Armenia

E’ grande l’attesa, in Armenia e nel mondo, per il prossimo 24 aprile, giorno in cui verranno ricordati i 100 anni dall’inizio del genocidio degli armeni nell’Impero Ottomano. Viviamo l’attesa, con un aggiornamento sulla situazione interna dell’Armenia, e scopriamo il programma delle commemorazioni previste a Yerevan nell’articolo “Il centenario del genocidio armeno” di Simone Zoppellaro pubblicato su Osservatorio Balcani Caucaso il 2 marzo.

Seminario di arte armena a Venezia

Attenzione: le date degli incontri sono state modificate. Dal 1° marzo gli incontri saranno tutti – con una sola eccezione – di mercoledì alle 15.45 nella sede di Ca’ Dolfin, molto vicino a Ca’ Foscari. Scarica il nuovo programma del seminario sull’arte armena.

Con piacere segnalo il Seminario sull’arte armena che prevede un ciclo di incontri a cura di Aldo Ferrari e Marco Ruffilli che avranno luogo a Venezia dal 24 febbraio al 28 aprile, ogni martedì ore 14.30-16.30 presso la sede universitaria di Ca’ Bembo, Aula B, Dorsoduro 1075. Il seminario è organizzato da Università Ca’ Foscari di Venezia, Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Associazione Padus-AraxesAssociazione per lo Studio in Italia dell’Asia Centrale e del Caucaso (ASIAC).

Programma:
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Voci ebraiche sul genocidio armeno

Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno. Giuntina

Appena pubblicato dalla casa editrice Giuntina, “Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno (pagine 140, euro 12), curato da Fulvio Cortese e Francesco Berti, raccoglie una serie di testi inediti risalenti all’epoca del Genocidio degli armeni, del quale ricorre il centenario nel 2015. La prefazione del libro è di Antonia Arslan, autrice del romanzo “La Masseria delle Allodole” (Rizzoli, 2004), alla quale va riconosciuto il grande merito di aver dato il via, grazie allo strepitoso successo del suo racconto sulle vicende dei famigliari vittime del genocidio, a una serie di saggi, romanzi e articoli sul tema usciti in Italia negli ultimi dieci anni.

Come scrive Anna Mazzone nell’articolo Pro Armenia. Gli ebrei raccontano il genocidio fantasma pubblicato su Panorama il 27 gennaio scorso, “le parole di Lewis EinsteinAndré MandelstamAaron Aaronsohn e Raphael Lemkin, rievocano un genocidio fantasma, che aleggia sull’Europa e la cui testimonianza impone una doverosa riflessione”. Il libro riporta le descrizioni dei fatti, le denunce e le riflessioni di quattro giusti ebrei su quello che accadde in Anatolia ai danni della minoranza armena durante la Prima Guerra Mondiale, mentre la popolazione veniva brutalmente trucidata secondo un preciso piano di sterminio.

Gli scritti raccolti nel libro confermano quanto già si sapeva sulle modalità di attuazione del massacro pianificato degli armeni: la terribile sequenza che prevedeva prima l’uccisione brutale e immediata degli uomini e, successivamente, la deportazione di donne, bambini e anziani, le privazioni e le violenze inenarrabili che subirono durante le marce forzate, alle quali ben pochi sopravvissero. Il numero delle vittime è stimato in circa un milione e mezzo di armeni. Da questi racconti emerge chiaramente come ai testimoni ebrei, purtroppo non nuovi a persecuzioni e pogrom, fosse evidentela certezza della premeditazione, cioè la volontà precisa, da parte del gruppo di Giovani Turchi a capo del governo ottomano, di pianificare con estrema accuratezza lo svolgersi degli eventi”, come scrive Antonia Arslan nella prefazione del libro riportata nell’articolo Armeni, la strage vista dagli ebrei su Avvenire lo scorso 14 gennaio.

Non è un caso che il testo comprenda Raphael Lemkin, al quale si deve la definizione del crimine di genocidio adottata dalle Nazioni Unite nel 1948, che egli elaborò basandosi anche sullo sterminio degli armeni, che fu il terribile banco di prova di quello che poi fu l’Olocausto degli ebrei: metodi e strumenti furono mutuati da quello che fu il primo genocidio del Novecento e che ancora aspetta di essere pienamente riconosciuto.