Due stelle armene nel cielo di Venezia

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Presentazione del libro “Affinità con i cieli notturni” nella Sala degli specchi di Palazzo Ca’ Zenobio, Venezia

Sono due le stelle che hanno illuminato Venezia  domenica 18 ottobre, dove si è svolta la presentazione in anteprima nazionale del romanzo “Affinità con i cieli notturni” (Nuova Dimensione, in libreria dal 29 ottobre). L’evento ha avuto luogo nell’elegante Sala degli specchi di Palazzo Ca’ Zenobio, ex Collegio Armeno Moorat Raphael, di proprietà della Congregazione Mechitarista dell’Isola di San Lazzaro degli Armeni. E non è un caso. Continua a leggere

Armenia Amica: l’Armenia a Treviso

Armenia Amica a Treviso

Treviso, Piazza dei Signori e Palazzo dei Trecento

Vi segnalo la manifestazione Armenia Amica che si svolgerà a Treviso dal 16 al 25 ottobre: un’occasione da non perdere per conoscere meglio la storia e la cultura del popolo armeno nell’anno del Centenario del Genocidio. L’evento è nato dalla collaborazione tra DivinaFollia Editrice, la Fondazione Feder Piazza onlus e l’Associazione Italia Armenia con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Treviso.

Armenia Amica comincia venerdì 16 ottobre alle ore 18.00 con l’inaugurazione della mostra fotografica “Armin Teophil Wegner e gli armeni in Anatolia, 1915. Immagini e testimonianze” nello storico Palazzo dei Trecento nella centralissima Piazza dei Signori a Treviso. Continua a leggere

Astra Sabondjan: la storia vera di una donna indomita

Affinità con i cieli notturni

Il nuovo romanzo ““Affinità con i cieli notturni”“, in corso di pubblicazione per i tipi di Nuova Dimensione con la prefazione di Antonia Arslan, verrà presentato in anteprima nazionale a Venezia domenica 18 ottobre 2015 alle ore 17.30, nel barocco Palazzo Ca’ Zenobio, ex sede del Collegio Armeno Moorat Raphael. Astra Sabondjan, la protagonista del libro, avrebbe apprezzato l’atmosfera elegante e raffinata della Sala degli Specchi, piena di riflessi, stucchi e affreschi. Continua a leggere

Voci ebraiche sul genocidio armeno

Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno. Giuntina

Appena pubblicato dalla casa editrice Giuntina, “Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno (pagine 140, euro 12), curato da Fulvio Cortese e Francesco Berti, raccoglie una serie di testi inediti risalenti all’epoca del Genocidio degli armeni, del quale ricorre il centenario nel 2015. La prefazione del libro è di Antonia Arslan, autrice del romanzo “La Masseria delle Allodole” (Rizzoli, 2004), alla quale va riconosciuto il grande merito di aver dato il via, grazie allo strepitoso successo del suo racconto sulle vicende dei famigliari vittime del genocidio, a una serie di saggi, romanzi e articoli sul tema usciti in Italia negli ultimi dieci anni.

Come scrive Anna Mazzone nell’articolo Pro Armenia. Gli ebrei raccontano il genocidio fantasma pubblicato su Panorama il 27 gennaio scorso, “le parole di Lewis EinsteinAndré MandelstamAaron Aaronsohn e Raphael Lemkin, rievocano un genocidio fantasma, che aleggia sull’Europa e la cui testimonianza impone una doverosa riflessione”. Il libro riporta le descrizioni dei fatti, le denunce e le riflessioni di quattro giusti ebrei su quello che accadde in Anatolia ai danni della minoranza armena durante la Prima Guerra Mondiale, mentre la popolazione veniva brutalmente trucidata secondo un preciso piano di sterminio.

Gli scritti raccolti nel libro confermano quanto già si sapeva sulle modalità di attuazione del massacro pianificato degli armeni: la terribile sequenza che prevedeva prima l’uccisione brutale e immediata degli uomini e, successivamente, la deportazione di donne, bambini e anziani, le privazioni e le violenze inenarrabili che subirono durante le marce forzate, alle quali ben pochi sopravvissero. Il numero delle vittime è stimato in circa un milione e mezzo di armeni. Da questi racconti emerge chiaramente come ai testimoni ebrei, purtroppo non nuovi a persecuzioni e pogrom, fosse evidentela certezza della premeditazione, cioè la volontà precisa, da parte del gruppo di Giovani Turchi a capo del governo ottomano, di pianificare con estrema accuratezza lo svolgersi degli eventi”, come scrive Antonia Arslan nella prefazione del libro riportata nell’articolo Armeni, la strage vista dagli ebrei su Avvenire lo scorso 14 gennaio.

Non è un caso che il testo comprenda Raphael Lemkin, al quale si deve la definizione del crimine di genocidio adottata dalle Nazioni Unite nel 1948, che egli elaborò basandosi anche sullo sterminio degli armeni, che fu il terribile banco di prova di quello che poi fu l’Olocausto degli ebrei: metodi e strumenti furono mutuati da quello che fu il primo genocidio del Novecento e che ancora aspetta di essere pienamente riconosciuto.

 

La presenza armena in Italia

presenza armena in italia guerini e associatiLa presenza armena è stata documentata in molte zone del nostro paese nel corso dei secoli, tuttavia la presentazione del libro “Presenza Armena in Italia 1915-2000” di Agop Manoukian (Milano, Guerini e Associati, 2014) venerdì 30 gennaio 2015, ore 17.30 a Venezia, presso l’Ateneo Veneto – Sala Tommaseo, sarà l’occasione per parlare degli armeni che arrivarono nel nostro territorio nel corso del Novecento, in seguito al Genocidio che ebbe luogo all’interno dell’Impero ottomano durante la Prima Guerra Mondiale.

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Journey to Armenia

Journey to Armenia di Silvia Camporesi

Journey to Armenia di Silvia Camporesi

Era il giugno 2012 quando la fotografa Silvia Camporesi mi contattò per la prima volta: mi scrisse che stava leggendo la mia guida dell’Armenia e che la sua voglia di partire aumentava di giorno in giorno. Mi chiese qualche consiglio per organizzare il suo viaggio in Armenia, non per turismo, ma per un progetto artistico. I consigli furono dati e Silvia partì nell’autunno dello stesso anno. A distanza di due anni da quel suo viaggio, sono, quindi, ben contenta di poter segnalare la pubblicazione di “Journey to Armenia” (Ed. Gente di fotografia, Palermo), il libro che raccoglie le fotografie scaturite da un progetto artistico che si è rivelato capace di andare oltre gli stereotipi e la superficie delle cose per cogliere l’anima di un Paese complesso come l’Armenia.

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Una piccola Armenia in Iran

Vi segnalo il reportage “Nuova Giulfa, il quartiere armeno di Isfahan” di Simone Zoppellaro pubblicato oggi sul sito di Osservatorio Balcani & Caucaso. Oltre 10.000 armeni vivono in questa vivace città situata ca. 400 km a sud di Teheran. Sono i discendenti degli armeni deportati nella capitale della Persia savafide dallo scià Abbas I nel 1604, giunti qui dalla piana dell’Ararat e dalla città di Giulfa – la città del Nakhichevan (enclave azera situata tra Armenia, Turchia e Iran) tristemente nota per la distruzione di un cimitero medievale armeno e migliaia di khachkar (croci di pietra) nel 2005.

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Pub, Lenin e chiese: l’Armenia del 2014

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Armenia – Il municipio di Rya Taza, paese a maggioranza yezida. Foto di Nadia Pasqual

Ho letto il reportage “Pub, Lenin e chiese: l’Armenia del 2014” di Max Smaniotto pubblicato su Osservatorio Balcani e Caucaso il 19 maggio. Un viaggiatore racconta la sua esperienza di viaggio in Armenia con l’obbiettivo di rispondere all’usuale domanda degli amici italiani se valga la pena visitare il paese. Max Smaniotto prova a spiegare nel breve spazio di un articolo, che cosa (non) cercare in Armenia e cosa vi si può trovare. Continua a leggere

Precisazioni sul Nagorno Karabakh

Dopo la pubblicazione del reportage sul Nagorno Karabakh di Federica Seneghini, il Corriere della Sera ha pubblicato la lettera di Sargis Ghazaryan, Ambasciatore della Repubblica d’Armenia in Italia, che precisa alcuni fatti e circostanze legati al conflitto tra armeni e azeri per la rivendicazione di questo territorio ancora conteso. Nella lettera, vengono chiarite le cause che portarono allo scontro politico e a quello armato, con una digressione storica sulle vicende del Karabakh. L’ambasciatore armeno, chiarisce, inoltre, le circostanze che condussero alla battaglia di Khojaly, attestando fatti e testimonianze indipendenti che ridimensionano fortemente la responsabilità dei militari armeni nel terribile episodio di guerra che vide coinvolti i civili azeri.

 

Reportage sul Nagorno Karabakh

Monumento "Noi siamo le nostre montagne" a Stepanakert, simbolo del Nagorno Karabakh

Monumento “Noi siamo le nostre montagne” a Stepanakert, simbolo del Nagorno Karabakh (foto di Nadia Pasqual)

Un reportage sul Nagorno Karabakh di Federica Seneghini, giornalista del Corriere della Sera, è stato pubblicato su Corriere.it. Il reportage riporta alcune informazioni sulla storia del Karabakh e sull’attuale situazione politica di questo territorio conteso tra armeni e azeri, con alcuni dati sugli avvenimenti del conflitto che li vide impegnati negli anni ’90. Molto interessanti ed evocative le immagini di Parallelo Zero, che mostrano la difficile ma vivace realtà quotidiana dei suoi abitanti (“Karabakhsi”, in armeno). Maggiori informazioni sul Karabakh sono contenute nella mia guida “Armenia e Nagorno Karabakh” (Polaris).