Armenia. Il popolo dell’arca in mostra a Roma

Mostra Armenia. Il popolo dell'arca a RomaCon l’obiettivo di coinvolgere il pubblico italiano e internazionale in una suggestiva esperienza di esplorazione della ricca cultura armena, il 6 marzo a Roma è stata inaugurata la mostra “Armenia. Il popolo dell’Arca” che sarà aperta fino al 3 maggio nel Salone Centrale del Complesso del Vittoriano in occasione del Centenario della commemorazione del Genocidio armeno. La mostra si articola in sette sezioni ricche di reperti archeologici, codici miniati, opere d’arte, illustrazioni e documenti, che raccontano anche i rapporti tra l’Italia e l’Armenia e la ricchezza storica e artistica della presenza armena nel nostro paese.

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L’arte e la cultura armena a Lugano

Mostra Gli adoratori della croce. Elio Ciol. Fotografie. Armenia 2005 Lugano

In occasione dell’esposizione «Gli adoratori della croce. Elio Ciol. Fotografie. Armenia 2005», il Museo delle Culture di Lugano propone un ciclo di quattro conferenze, per avvicinare il pubblico alla ricchezza e al fascino dell’arte e della cultura armena, che avranno luogo in marzo, aprile e maggio con ingresso gratuito.

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Il centenario del genocidio armeno: gli eventi in Armenia

E’ grande l’attesa, in Armenia e nel mondo, per il prossimo 24 aprile, giorno in cui verranno ricordati i 100 anni dall’inizio del genocidio degli armeni nell’Impero Ottomano. Viviamo l’attesa, con un aggiornamento sulla situazione interna dell’Armenia, e scopriamo il programma delle commemorazioni previste a Yerevan nell’articolo “Il centenario del genocidio armeno” di Simone Zoppellaro pubblicato su Osservatorio Balcani Caucaso il 2 marzo.

Si parla di Armenia in Friuli Venezia Giulia

Guida "Armenia e Nagorno Karabakh" di Nadia PasqualMartedì 10 marzo parteciperò all’incontro pubblico “Armenia: una piccola terra, una grande civiltà. Per ricordare i cento anni del genocidio del popolo armeno”  che si svolgerà a partire dalle ore 20.15 nella sala del Consiglio Comunale in via la Cente a Romans d’Isonzo (Gorizia). L’iniziativa, organizzata nell’ambito della rassegna Martedì d’Autore dal Circolo “Mario Fain”, Gruppo “I Scussons” e l’Assocazione Iter Aquileiese, mira a far conoscere la storia e la cultura del Paese nell’anno del centenario del “Grande Male” (Metz Yeghern in armeno), ovvero del genocidio che durante la Prima guerra mondiale provocò la morte di circa un milione e mezzo di armeni nei territori dell’allora Impero ottomano. L’evento ha il patrocinio del Comune di Romans d’Isonzo. Scarica la locandina.

Seminario di arte armena a Venezia

Attenzione: le date degli incontri sono state modificate. Dal 1° marzo gli incontri saranno tutti – con una sola eccezione – di mercoledì alle 15.45 nella sede di Ca’ Dolfin, molto vicino a Ca’ Foscari. Scarica il nuovo programma del seminario sull’arte armena.

Con piacere segnalo il Seminario sull’arte armena che prevede un ciclo di incontri a cura di Aldo Ferrari e Marco Ruffilli che avranno luogo a Venezia dal 24 febbraio al 28 aprile, ogni martedì ore 14.30-16.30 presso la sede universitaria di Ca’ Bembo, Aula B, Dorsoduro 1075. Il seminario è organizzato da Università Ca’ Foscari di Venezia, Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Associazione Padus-AraxesAssociazione per lo Studio in Italia dell’Asia Centrale e del Caucaso (ASIAC).

Programma:
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Convegno internazionale sul genocidio a Padova

Madri armene deportate, foto di Armin T. Wegner

Madri armene deportate, foto di Armin T. Wegner

E’ stato organizzato in occasione del centenario del genocidio degli armeni, il convegno internazionale Il genocidio armeno del 1915. Ad un secolo dal “Grande crimine” / The Armenian Genocide 1915 -2015. One hundred years of “Metz Yeghérn” che si svolgerà presso l’Università di Padova, 11-12 marzo 2015.  Il programma prevede sessioni parallele con l’intervento di numerosi esperti e studiosi internazionali, tra i quali Antonia Arslan, Aldo Ferrari, Marcello Flores e Ives Ternon.

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Voci ebraiche sul genocidio armeno

Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno. Giuntina

Appena pubblicato dalla casa editrice Giuntina, “Pro Armenia. Voci ebraiche sul genocidio armeno (pagine 140, euro 12), curato da Fulvio Cortese e Francesco Berti, raccoglie una serie di testi inediti risalenti all’epoca del Genocidio degli armeni, del quale ricorre il centenario nel 2015. La prefazione del libro è di Antonia Arslan, autrice del romanzo “La Masseria delle Allodole” (Rizzoli, 2004), alla quale va riconosciuto il grande merito di aver dato il via, grazie allo strepitoso successo del suo racconto sulle vicende dei famigliari vittime del genocidio, a una serie di saggi, romanzi e articoli sul tema usciti in Italia negli ultimi dieci anni.

Come scrive Anna Mazzone nell’articolo Pro Armenia. Gli ebrei raccontano il genocidio fantasma pubblicato su Panorama il 27 gennaio scorso, “le parole di Lewis EinsteinAndré MandelstamAaron Aaronsohn e Raphael Lemkin, rievocano un genocidio fantasma, che aleggia sull’Europa e la cui testimonianza impone una doverosa riflessione”. Il libro riporta le descrizioni dei fatti, le denunce e le riflessioni di quattro giusti ebrei su quello che accadde in Anatolia ai danni della minoranza armena durante la Prima Guerra Mondiale, mentre la popolazione veniva brutalmente trucidata secondo un preciso piano di sterminio.

Gli scritti raccolti nel libro confermano quanto già si sapeva sulle modalità di attuazione del massacro pianificato degli armeni: la terribile sequenza che prevedeva prima l’uccisione brutale e immediata degli uomini e, successivamente, la deportazione di donne, bambini e anziani, le privazioni e le violenze inenarrabili che subirono durante le marce forzate, alle quali ben pochi sopravvissero. Il numero delle vittime è stimato in circa un milione e mezzo di armeni. Da questi racconti emerge chiaramente come ai testimoni ebrei, purtroppo non nuovi a persecuzioni e pogrom, fosse evidentela certezza della premeditazione, cioè la volontà precisa, da parte del gruppo di Giovani Turchi a capo del governo ottomano, di pianificare con estrema accuratezza lo svolgersi degli eventi”, come scrive Antonia Arslan nella prefazione del libro riportata nell’articolo Armeni, la strage vista dagli ebrei su Avvenire lo scorso 14 gennaio.

Non è un caso che il testo comprenda Raphael Lemkin, al quale si deve la definizione del crimine di genocidio adottata dalle Nazioni Unite nel 1948, che egli elaborò basandosi anche sullo sterminio degli armeni, che fu il terribile banco di prova di quello che poi fu l’Olocausto degli ebrei: metodi e strumenti furono mutuati da quello che fu il primo genocidio del Novecento e che ancora aspetta di essere pienamente riconosciuto.

 

La presenza armena in Italia

presenza armena in italia guerini e associatiLa presenza armena è stata documentata in molte zone del nostro paese nel corso dei secoli, tuttavia la presentazione del libro “Presenza Armena in Italia 1915-2000” di Agop Manoukian (Milano, Guerini e Associati, 2014) venerdì 30 gennaio 2015, ore 17.30 a Venezia, presso l’Ateneo Veneto – Sala Tommaseo, sarà l’occasione per parlare degli armeni che arrivarono nel nostro territorio nel corso del Novecento, in seguito al Genocidio che ebbe luogo all’interno dell’Impero ottomano durante la Prima Guerra Mondiale.

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Armin T. Wegner: un eroe del Novecento

Madri armene deportate, foto di Armin T. Wegner

Madri armene deportate, foto di Armin T. Wegner

La scorsa settimana, venerdì 9 gennaio per essere precisi, sono andata a Venezia per l’inaugurazione della mostra fotografica “Armin T. Wegner un giusto per gli armeni e per gli ebrei” ospitata dalla Biblioteca Nazionale Marciana nelle sue splendide Sale Monumentali (che da sole valgono una visita). Mi ha molto colpito l’intervento di Gabriele Nissim, presidente dell’associazione Gariwo, la foresta dei Giusti, che ha appena terminato di scrivere un libro su Armin T. Wegner che uscirà a marzo per Mondadori. Continua a leggere

2015: centenario del Genocidio degli Armeni

Fiamma eterna presso il memoriale del genocidio a Yerevan, Armenia. ©Foto di Nadia Pasqual

Fiamma eterna in memoria delle vittime presso il Memoriale e museo del genocidio a Yerevan, Armenia ©Foto di Nadia Pasqual

Nel 2015 ricorre il centenario del Genocidio degli Armeni  che iniziò con l’arresto e il massacro dei notabili armeni a Istanbul il 24 aprile 1915. 

Il 2015 sarà un anno di celebrazioni nella Repubblica d’Armenia e in tutto il mondo per ricordare il Genocidio degli Armeni. Sono trascorsi cento anni dai massacri iniziati in quel terribile sabato di primavera: era il 24 aprile 1915 quando cominciarono gli arresti dei notabili armeni a Istanbul. Oltre mille tra politici, giornalisti, intellettuali, letterati, artisti, professionisti e artigiani, che fino a quel momento avevano avuto un ruolo rilevante all’interno dell’Impero Ottomano, furono brutalmente prelevati dalle loro case e arrestati senza alcuna reale imputazione. Il loro massacro, senza processo, di là a pochi giorni, fu l’inizio di quello che gli armeni chiamano “Metz Yeghern”, cioè il Grande Male, ovvero un piano per cancellare la popolazione armena residente all’interno dell’impero.

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