Astra Sabondjan: la storia vera di una donna indomita

Affinità con i cieli notturni

Il nuovo romanzo ““Affinità con i cieli notturni”“, in corso di pubblicazione per i tipi di Nuova Dimensione con la prefazione di Antonia Arslan, verrà presentato in anteprima nazionale a Venezia domenica 18 ottobre 2015 alle ore 17.30, nel barocco Palazzo Ca’ Zenobio, ex sede del Collegio Armeno Moorat Raphael. Astra Sabondjan, la protagonista del libro, avrebbe apprezzato l’atmosfera elegante e raffinata della Sala degli Specchi, piena di riflessi, stucchi e affreschi. Lei sapeva bene cos’erano il lusso e l’arte. Era nata a fine Ottocento da una ricca famiglia armena di Erzurum, una fiorente città a quel tempo sotto il dominio dell’Impero ottomano. Il padre, gioielliere di fama internazionale, era il fornitore degli Zar della Russia Imperiale. Astra era solo una bambina allora e mai avrebbe potuto immaginare, mentre guardava i cavalieri cosacchi allontanarsi dalla loro casa con i preziosi scrigni, di finire i suoi giorni a Venezia. Ma il destino ci sorprende sempre, ed ecco che la sua vita avventurosa tornerà presto a prendere forma proprio a Venezia, attraverso le parole della nipote Astrid Katcharyan, che ha pazientemente raccolto e annotato i racconti della nonna per trasformarli in un avvincente romanzo.

La storia vera di Astra Sabondjan si svolge nello scenario della questione armena, che segna il suo destino come quello di tutti i suoi connazionali, circa due milioni, che vivevano nell’Impero ottomano. Nei primi anni del Novecento, le violenze e le sopraffazioni ai danni degli armeni, a Erzurum, come nelle altre città anatoliche, si fanno sempre più gravi, costringendo la famiglia Sabondjan a trasferirsi a Smirne. Nonostante tutto, Astra persegue la sua ambizione di studiare per diventare giornalista; in un’epoca in cui alle donne italiane era preclusa l’istruzione e ogni libera scelta, lei, giovane donna armena sotto il gioco della Sublime Porta, lavora al giornale fondato dal marito. Un marito che si è scelta, rifiutando un matrimonio combinato, e che amerà con una devozione incrollabile anche dopo la sua morte. Un amore contrastato dalle persecuzioni che attanagliano il marito Setrag, membro del Partito Rivoluzionario Armeno Dashnak che combatte contro il governo ottomano con attività propagandistiche e terroristiche, e mai si arrenderà a soprusi, intimidazioni, incarcerazioni e torture. Un amore che le darà forza e speranza anche dopo la prematura scomparsa del marito, che lei sente ancora più vicino, una presenza quasi palpabile, soprattutto nei momenti più disperati, quando cerca conforto contemplando il cielo notturno e gli astri.

Nell’aprile del 1915 cominciano i massacri e le deportazioni della popolazione armena in territorio ottomano, che Papa Francesco non ha esitato a definire “il primo genocidio del XX secolo” nel suo intervento in San Pietro del 12 aprile scorso. Da quel tragico momento in poi il destino metterà Astra di fronte a una serie di prove durissime che la porteranno a lottare con le unghie e con i denti per la sopravvivenza della sua famiglia attraverso mari e terre straniere, approdando prima ad Atene, poi a Vienna e infine a Venezia. Una sfida che Astra affronta con una tenacia inimmaginabile, riuscendo a crescere i suoi quattro figli e a risollevarsi ogni volta con la forza della sua intelligenza, della sua fede e delle sue abilità di sarta, che fanno di lei una delle modiste più richieste nella Atene degli anni Trenta.

Ecco allora che “Affinità con i cieli notturni” non è solo un romanzo sul genocidio degli armeni, ma una storia avvincente sulla vita di una donna indomita, dai grandi ideali e passioni, femminista ante litteram, che ha lottato contro ogni avversità, senza cercare facili scorciatoie e senza scendere a compromessi, rimanendo fedele a se stessa e vincendo la sfida con il suo destino.

Scarica la scheda del libro “Affinità con i cieli notturni” e l’invito alla presentazione del 18 ottobre a Venezia. Il libro sarà in vendita nelle librerie del territorio nazionale e online.

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